Uila Un diritto negato Torna Indietro

lavoratori interessati ai fondi pensioni in Italia sono 14 milioni, ma solo 6 milioni possono, in effetti, esercitare questo diritto perché i fondi categoriali (fondi chiusi cosiddetti negoziali), sono presenti solo in alcuni settori. Di questi 6 milioni solo 850.000 lavoratori (meno del 15%) sono iscritti a un fondo pensione e, in questo 15%, i giovani rappresentano meno del 25%. Accanto ai fondi chiusi ci sono quelli aperti, fatti da banche e assicurazioni, che riguardano ad oggi solo 250.000 persone. Queste cifre dimostrano come il diritto costituzionale ai fondi complementari non sia assolutamente esercitato e come poco si è fatto per farlo esercitare. 

Oggi si va in pensione con circa il 70% dell’ultima retribuzione ma la disciplina previdenziale è profondamente cambiata. Un cambiamento ovviamente in peggio: con la nuova normativa, quando i ragazzi assunti dopo il 1995 andranno in pensione, si troveranno ad avere il 40% dell’ultima retribuzione. Significa una perdita secca del 30-35%; significa creare, in futuro, un esercito di pensionati che avranno gravi difficoltà economiche e sociali. 

Di fronte a questa prospettiva le parti contrattuali e lo Stato devono impegnarsi a far sorgere, nei lavoratori, l’esigenza di questo diritto fondamentale e vitale, in particolare per i giovani. È importante quindi, anche per il sindacato, spiegare ai lavoratori, e in particolare ai giovani, che se non decolla la previdenza complementare, intesa come diritto soggettivo di ciascuno, come un diritto concreto da esercitare, il rischio è di avere, in futuro, tante persone che non riusciranno più a vivere dignitosamente. 

La Uila è fortemente impegnata a promuovere la previdenza complementare e i fondi integrativi sanitari. Per maggiori informazioni contattare: 

sandromantegazza@uila.it

mauriziomatrascia@uila.it